Presentazione del libro “Monumenti alla memoria del Varesotto”

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Serata di presentazione del volume dell’arch. Gian Franco Ferrario, edito da Macchione

Vite, arte e storie straordinarie raccontate dai MONUMENTI “ALLA MEMORIA” DEL VARESEOTTO

20 novembre 2021
11.00
Salone Estense, via Sacco 5, Varese

 

 

Prefazione
Questo libro invita a riflettere su un tema importante per tutti: la cultura cristiana delle esequie.
Per noi cristiani i cimiteri sono i luoghi del ricordo, del lutto, della riconciliazione, della commemorazione e della preghiera. La cura delle tombe, la visita al cimitero, la preghiera personale e comunitaria, la celebrazione dell’anniversario e della Santa Messa in loro memoria sono espressione di un rapporto con il mistero della morte e con le persone che sono passate in un’altra dimensione. La Storia insegna che ogni paese, ogni epoca e ogni religione ha tradizioni diverse per le sepolture.
In periodo napoleonico l’editto di Saint Cloud,del 1804, aveva imposto che le tumulazioni avvenissero fuori dal centro abitato, e che le lapidi dei “cittadini” fossero tutte “identiche”. Il provvedimento era stato esteso a tutta l’ Italia e aveva dato avvio ad accesi dibattiti tra gli intellettuali del tempo.
Ugo Foscolo in antitesi a questa tendenza si soffermò sul valore della tomba, come luogo della memoria. E’ importante non dimenticare i propri cari defunti e il loro ricordo consente di mantenere vivo l’esempio degli uomini di grande valore. Questi uomini possono, attraverso il loro ricordo, tramandare alle generazioni future i loro valori morali. E senza la Storia non c’è futuro.
Il sepolcro è non solo il luogo di affetti, ma consente la trasmissione di un intero patrimonio umano, attraverso il culto dei personaggi che hanno contribuito alla vita e alla crescita di un territorio.
Alla base della teoria foscoliana, vi è l’idea che nel mondo in continuo divenire, soltanto il sentimento, unito a una speciale “corrispondenza d’amorosi sensi“ sia in grado di garantire all’uomo l’immortalità, attraverso il ricordo. Ecco che in tutta Italia alla proposta napoleonica si oppose un inno alla memoria del defunto tramite l’architettura e l’arte. I Cimiteri si popolarono di piccoli templi, piccole case di Famiglia, cappelle per le cerimonie di commiato, in cui far riposare, insieme, i propri defunti e tra la fine dell’ottocento e il novecento i cimiteri diventarono i luoghi di particolari micro-architetture.
L’architettura della memoria ha trasformato così i cimiteri in luoghi ricchi di opere d’arte, con piccole e importanti manufatti o curiosi inserimenti artistici e scritte e incisioni che raccontano vite passate.
Il nostro Ordine degli Architetti di Varese non poteva esimersi dall’ accogliere con il dovuto riguardo il lavoro del collega Arch. Gian Franco Ferrario che ha sapientemente documentato e catalogato l’architettura dell’oltre, seguendo i percorsi culturali e architettonici del nostro varesino Carlo Maciacchini, il grande architetto progettista del Cimitero Monumentale di Milano e di quello di Giubiano a Varese e a Busto Arsizio, a cui lo stesso Ferrario lo scorso anno aveva dedicato un’altra testimonianza letteraria sui cimiteri come luoghi della memoria: un aiuto concreto per coloro che restano e che vogliono ricordare.

Elena Brusa Pasqué
Presidente Ordine Architetti PPC di Varese

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